“Ho chiesto da subito scusa ai miei allievi; ho vissuto quasi come se facessi loro un torto la scelta, a cui non sono riuscito a venire meno, di interrompere gli appuntamenti con la bottega teatrale di Accademia Minima nel momento in cui ci è stato proibito di condividere lo stesso spazio. Nei primi giorni, quando era in vigore solo un primo distanziamento, abbiamo continuato a lavorare analizzando proprio il distanziamento, applicandolo rigidamente durante gli esercizi, per vedere cosa potesse cambiare nei nostri corpi senza però correre rischi. Abbiamo seguito le regole che ci venivano date, umilmente, senza né eccedere in preoccupazione né metterci a rischio. Finita la compresenza dei corpi nello spazio l’unica cosa che io potessi realmente, in coerenza con quello che per me è teatro, offrire ai miei allievi era il blocco ed il silenzio. Abbiamo conservato esclusivamente la relazione sociale, chiacchierando attraverso i vari mezzi che abbiamo a disposizione. Ho registrato loro dei podcast portandoli con me a conoscere colleghi ed artisti che vivono attivamente la scena contemporanea italiana. Abbiamo parlato di teatro, abbiamo visto documentari di teatro, riprese di vecchi spettacoli, ma non abbiamo “ridotto” al teatro per seguire delle nostre necessità. Perché era l’unica condizione possibile senza voler bluffare con noi stessi e tenere fede a quella citazione di Leo De Berardinis che spesso ci siamo ripetuti. Così non c’è stato teatro tra noi, come ancora non c’è. E’ nato però altro; davanti alla mia incapacità di dare loro qualcosa ho chiesto loro qualcosa. Mi hanno mandato dei file audio, registrati al cellulare. Li ho montati per darci la gioia, chiudendo gli occhi, di essere per quaranta minuti circa in sala assieme a lavorare. Ad un teatro travisato abbiamo preferito un “non teatro” sincero e reale. Abbiamo, dopo averlo ascoltato assieme, deciso di condividerlo con tutti i nostri contatti. E’ necessario usare delle cuffie, possibilmente di buona qualità, e sarà possibile stare un po’ di tempo in compagnia della bottega di Accademia Minima. Un abbraccio a chi c’è stato, ed a a chi ci sarà.”

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