Chiunque oggi abbia la possibilità di parlare a più persone, per il mestiere che si è scelto o per le circostanze della vita, ha il dovere di prendere una posizione chiara contro chi sta distruggendo la nostra cultura.

Quando parlo di “nostra” cultura, parlo della cultura italiana che è in seno alla cultura mediterranea; una cultura che ha sempre posto al centro l’umanità e la difesa della dignità dell’essere umano.

Ricordo, in tempi piuttosto recenti, i pescatori del sud che continuavano a salvare uomini caduti in mare durante la traversata dall’Africa benché rischiassero il sequestro dei pescherecci, il loro unico mezzo di sostentamento; ricordo la grande capacità di costruire relazioni nelle nostre piccole comunità, con facilità ed umanità, finché questa umanità non è stata scelta come bersaglio di chi ha costruito attorno alla paura ed alla xenofobia la propria bandiera politica.

Le immagini di Borghezio, senatore, europarlamentare, dirigente del partito razzista della Lega che gira nei treni regionali spruzzando di disinfettante donne, bambini ed uomini dalla pelle nera sono ancora visibili su youtube, per chi avesse deciso di chiudere gli occhi e fingere di non sapere.

Fingere di non sapere in cambio di una ventilata possibilità che i propri interessi personali siano maggiormente difesi, è esattamente lo stesso comportamento che altri italiani hanno avuto durante il ventennio fascista davanti alle leggi razziali.

Fingere di non sapere.

Fornire un alibi a quanti hanno interesse nel non vedere è anche l’unico reale motivo degli attacchi alle Organizzazioni non governative (ONG) senza le quali quello che accade nel mediterraneo è affidato esclusivamente alla narrazione del ministero razzista.

Solo poche settimane fa dichiarava che nell’ultimo anni “solo un uomo è morto in mare” mentre i fatti ci dicono che sono centinaia di persone; le partenze sono costanti, gli sbarchi sono diminuiti, basta una elementare matematica del dolore per accorgersi che non essendoci una terza via le persone che mancano al conto sono in fondo allo stesso mare dove oggi gli ignavi sguazzano e fanno festa.

Per questo è necessario tornare a raccontare con esattezza e nel dettaglio quanto accade, riportare a galla storie che vengono nascoste; da oggi sarà ancora più forte la funzione politica di mestieri come il mio, e la responsabilità ad essi connessa deve essere chiara.

Il Decreto Sicurezza Bis oltre ad essere un atto da assassini, per quel che riguarda la questione dei diritti umani dei migranti, lo è anche nei confronti di noi cittadini; il diritto di esprimere le proprie idee, il diritto di protestare per la difesa dei propri diritti, è fortemente intaccato…mentre dall’altra parte si sdogana la possibilità di chi venera il fascismo di diffondere e rendere concrete le proprie idee criminali.

In Italia oggi si muore; si muore in mare, si viene pestati per strada solo perché appartenenti a minoranze etniche o perché “apparentemente” stranieri. In Italia oggi è diventato complesso anche insegnare a dei bambini “bella ciao” o parlare loro di costituzione e di resistenza.

In Italia oggi lo stato di diritto è “interrotto” e si spinge verso uno stato di polizia.

Per questo l’invito forte da parte mia ai pochi che mi leggono è quello di disobbedire alle leggi liberticide ed assassine che questo governo sta emanando; rappresaglie legali, multe, galera, violenza personale, aggressioni squadriste non ci fermeranno e, di certo, non ci trasformeranno in bestie come quelle che oggi hanno votato questo decreto.

Ricordo, nella storia del nostro paese, che quando il fascismo era al potere solo una “minoranza” si oppose, accettando di mettere al repentaglio le proprie vite, i propri interessi personali, la propria “tranquillità”; le file dei partigiani si ingrossarono solo ed esclusivamente quando vennero intaccati gli interessi personali di tutti, con l’ultima chiamata di leva.

Agli inizi, ad opporsi al fascismo, erano in pochi; ad opporsi alle leggi razziali erano pochi; ad opporsi alla violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, ernao pochi.

Gli altri li chiamavano “pietisti” esattamente come oggi ci chiamano “buonisti”; perché c’è sempre la necessità di creare un personaggio “altro” per nascondere a se stessi che si sta rinunciano alla propria umanità.

Colleghi, maestri, professori, artisti, medici, poliziotti, politici, artigiani: disobbedite, disobbedite, disobbedite.

Le leggi hanno un ordine; per primi vengono i diritti dell’essere umano; donne ed uomini ce li hanno iscritti nella carne dalla loro nascita. Non importa dove ed in che contesto sociale avvenga: nessun diritto può avere come discrimine l’appartenenza etnica, la propria cultura, la propria origine, il proprio orientamento sessuale, la propria condizione sociale ed economica.

Subito dopo, noi Italiani, abbiamo la nostra costituzione; profondamente stuprata da questa gentaglia e da chi gli ha dato il potere. Essa sancisce all’art. 10 che “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.” Non detta condizioni restrittive, non parla di guerra…è molto precisa: DOBBIAMO ACCOGLIERE CHIUNQUA NON VEDA NELLA PROPRIA PATRIA DIFESE LE STESSE LIBERTA’ DEMOCRATICHE CHE ESSA GARANTISCE A NOI”…e questo perché chi è morto per la nostra libertà, così come chi ha scritto la costituzione, avevano chiaro in mente un principio: HANNO LOTTATO E SONO MORTI PER DIRITTI CHE CONSIDERANO UNIVERSALI…non lo hanno fatto solo per “noi”, lo hanno fatto per “tutti”.

Solo dopo, esclusivamente dopo, vengono le leggi immorali di cui stiamo parlando oggi; e solo chi “non vuole vedere” non si accorge di come siano contrarie ai diritti umani ed alla costituzione.

Disobbedite, disobbedite, disobbedite.

Si parla tanto di confini della Patria (ma la patria, contrariamente a quello che viene dichiarato oggi, non ha nulla a che fare coi “confini”…ce lo dimostra la nostra storia) ed in nome di questa menzogna a cui una maggioranza abbocca si marca un confine crudele: quello tra umanità e disumanità.

Tracciato questo confine, non da noi ma da chi ne ha bisogno per gestire il potere, c’è la necessità di scegliere da che parte stare; non esistono vie di mezzo, non si può vivere su un confine, è necessario scegliere.

Disobbedire alle leggi criminali è il discrimine tra essere il potersi considerare ancora donne ed uomini o averne solo l’apparenza.

Come in un vecchio film Carpenter (essi vivono) malgrado l’apparenza umana che ci rende tutti simili, adesso è necessario confermare a se stessi di essere realmente umani.

Prendete posizione.

Disobbedite, disobbedite, disobbedite

La guerra civile è già in atto; il fatto che qualcuno non ne veda le vittime è oramai una colpa.