Per vivere nella fragilità delle dune sabbiose le piccole piante sviluppano radici lunghissime e forti, capaci di rintracciare a chilometri di distanza il nutrimento per la loro identità.
Più passa il tempo e più le radici superano di molte misure l’altezza della stessa pianta.
Ci penso ogni volta che vedo il mare dopo tanto tempo e scopro il mio sguardo assecondare la linea curva dell’orizzonte.
Davanti ad un orizzonte tutti si aspettano qualcosa; ad esempio che qualcuno o qualcosa arrivi o vada via.
Gli orizzonti delle città di mare però sono differenti, perché è il mare ad accompagnare o a trascinare oppure ancora a strappare.
Non si va mai in una città di mare, e mai se ne va via; si viene sempre portati o portati via.
Chi nasce in una città di mare, porta in sè questo seme; vive per sempre in una striscia di terra fragile dove la malinconia e la speranza si toccano.
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